Displacements
Digital photography serie, 2019-2021




























Displacements is a metaphysical photographic series exploring the relationship between urban fullness and emptiness as manifestations of contemporary processes of consumption and globalization.
The series marks the beginning of my artistic research and introduces the prism as a device for altering the perception of urban space.
Through multiple exposures, the prism fragments, overlaps and transforms the surrounding environment, producing unstable images shaped by uncertainty, transformation and visual displacement. Rather than simply recording the city, the prism intervenes in how it is perceived, revealing the tensions between presence and absence, fullness and void, construction and subtraction. The resulting images bring together rhythms, forms and contrasts from different urban environments, creating spaces that resist a fixed sense of place.
Mostly photographed in non-places across Italy, the environments remain deliberately untraceable to a single location, reflecting a contemporary landscape in which places, identities and architectures increasingly merge and dissolve into one another.




Displacements è una serie fotografica di carattere metafisico che indaga i pieni e i vuoti dello spazio urbano contemporaneo, letti come conseguenza dei processi di consumismo e globalizzazione.
La serie è all’origine della mia ricerca artistica e nasce dall’utilizzo del prisma come dispositivo per modificare la percezione dell’ambiente urbano. Attraverso il vetro prismatico, le esposizioni multiple racchiudono in un’unica immagine frammenti dell’ambiente circostante, alterandone la percezione e restituendo una realtà instabile, fatta di sovrapposizioni, frammentazioni, incertezze e trasformazioni. L’individuazione di ritmi, forme e contrasti propri di ogni area attraversata genera, attraverso il prisma, una composizione che amplifica e mantiene la natura stratificata e multifacciale dello spazio urbano. Il dispositivo non si limita quindi a registrare la città, ma interviene sulla sua percezione, mettendo in evidenza la tensione tra pieni e vuoti, tra presenza e assenza, tra costruzione e sottrazione.
Gli ambienti rappresentati sono prevalentemente non-luoghi situati in Italia, ma non riconducibili a un singolo luogo. La loro indeterminatezza riflette una condizione propria della società contemporanea, in cui gli spazi, le identità e i paesaggi tendono progressivamente a fondersi e liquefarsi su scala globale.


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