1.333
Site Specific Intallation - 3D video loop
Leipzig, 2025








[Eng.]
The work 1.333 transforms a stepped architectural niche into an immersive space where architecture and illusion overlap.
A digitally simulated body of water fills the structure, creating an ambiguous environment that is simultaneously physical and impossible.
The title, 1.333, refers to the refractive index of water—a precise physical value used in 3D modeling software to create the virtual material. This scientific datum, translated into a visual and spatial phenomenon, thus contrasts with the image's perceptual ambiguity. The work investigates the possibility of reconstructing and manipulating natural elements through computational processes, questioning the boundary between the observed environment and its digital reproduction.
During the presentation, various visitors reacted to the installation as if the water were real, approaching it and physically verifying its presence.
These reactions revealed how perception can override knowledge, eliciting genuine physical and emotional responses to a simulated natural element.
The installation thus explores the unstable relationship between data, matter, and perception, questioning how a computational reconstruction can alter the way we perceive and inhabit a space.


[Ita]
L’opera 1.333 trasforma una nicchia architettonica dotata di gradini in uno spazio immersivo in cui architettura e illusione si sovrappongono. Uno specchio d’acqua simulato digitalmente occupa la struttura, creando un ambiente ambiguo, al tempo stesso fisico e impossibile. Il titolo, 1.333, fa riferimento all’indice di rifrazione dell’acqua, un preciso valore fisico utilizzato nel software di modellazione 3D per creare il materiale virtuale. Il dato scientifico, tradotto in un fenomeno visivo e spaziale, entra così in contrasto con l’ambiguità percettiva dell’immagine. L’opera indaga la possibilità di ricostruire e manipolare elementi naturali attraverso processi computazionali, interrogando il confine tra ambiente osservato e sua riproduzione digitale. Durante la presentazione, diversi visitatori hanno reagito all’installazione come se l’acqua fosse reale, avvicinandosi e verificandone fisicamente la presenza. Queste reazioni hanno rivelato come la percezione possa prevalere sulla conoscenza, producendo risposte fisiche ed emotive autentiche di fronte a una natura simulata. L’installazione esplora così il rapporto instabile tra dato, materia e percezione, interrogandosi su come una ricostruzione computazionale possa modificare il modo in cui percepiamo e abitiamo uno spazio .





                       
          












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